Centrostorico Quartieri 

Centro storico, 615 cittadini e 35 realtà firmano un’agenda comune: vivibilità, stop allo spaccio e presa in carico delle fragilità

Consegnato a Presidente del Municipio Centro Est, sindaca, questore e prefetto un documento unitario sottoscritto da residenti, comitati, associazioni e CIV. Il portavoce Christian Spadarotto (Via del Campo e Caruggi): «Percorso costruttivo per risultati rapidi: ci aspettiamo che ciascuno faccia la propria parte»

Un fronte civico ampio e trasversale si è presentato con un’unica voce per chiedere una svolta nel Centro Storico di Genova. Il documento — firmato da 615 cittadini e 35 tra comitati, associazioni e Centri Integrati di Via — è stato trasmesso alla Presidente del Municipio Centro Est, alla sindaca, al questore e al prefetto. «Abbiamo allegato gli elenchi dei firmatari e chiesto una risposta che renderemo pubblica appena arriverà» spiega Christian Spadarotto, portavoce del comitato Via del Campo e Caruggi. «Stiamo provando a strutturare un percorso costruttivo che porti risultati rapidi, nell’interesse di chi qui vive e lavora. Le sensibilità politiche sono diverse, ma l’intento converge su tre obiettivi: vivibilità, contrasto allo spaccio e presa in carico delle persone con dipendenze».

Nel merito, i promotori chiedono un cambio di passo che tenga insieme sicurezza, salute pubblica e qualità degli spazi. Domandano più presidio contro illegalità e violenze, ma anche un rafforzamento dei servizi sociali e sanitari per intercettare e seguire le fragilità. Sollecitano sostegno al commercio di prossimità e ai CIV come presidio quotidiano del territorio; una gestione del turismo che non schiacci i residenti; scelte ponderate sulle pedonalizzazioni per evitare effetti indesiderati sui flussi. Chiedono inoltre di chiudere e monitorare i cantieri finanziati con risorse nazionali ed europee, facendo attenzione a nodi come il Mercato del Carmine, il Mercato dello Statuto, le assegnazioni in Prè 12 e i locali di via Prè; di attivare incentivi e semplificazioni per il restauro del patrimonio edilizio, di mappare gli alloggi inutilizzati per rimetterli in circolo e di potenziare pulizia e decoro, comprese le squadre “sabaudi”, i servizi igienici pubblici in punti strategici e gli interventi su tombini, fognature e infestazioni. C’è poi la richiesta di rimuovere impianti dismessi e fissare regole chiare per i nuovi, insieme a interventi mirati sulla movida nelle aree più esposte.

Sul piano del metodo, il testo sollecita una regia unica tra istituzioni e, se necessario, l’individuazione di una figura dedicata che coordini due piani di lavoro: da un lato l’emergenza (ordine pubblico, pulizia, supporto alle persone vulnerabili), dall’altro una visione strategica che metta a sistema università, mondo della cultura, associazionismo e operatori economici per restituire al Centro Storico funzioni, servizi e relazioni sociali stabili. L’obiettivo è chiaro: abbandonare i riflessi episodici e costruire un percorso multidisciplinare con tempi, priorità e responsabilità definite. «Il Centro Storico merita un’attenzione diversa: noi ci siamo, pronti a fare la nostra parte. Ora — conclude Spadarotto — ci aspettiamo che tutti facciano la propria».


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